Liber de Duobus Principiis – Codices Cathari inventi
Il legato segreto dei Catari
Del Liber de Duobus Principiis (Libro dei due principi) esiste un unico manoscritto, della fine del XIII secolo, che appartiene al fondo dei Conventi Soppressi della Biblioteca Nazionale di Firenze.
Il Libro dei due principi (Liber de Duobus Principiis) è l’opera più estesa che si conserva della letteratura catara. Costituisce un’importante testimonianza della sofisticatezza dell’argomentazione catara contro la teologia ortodossa, un dibattito in cui prevalsero i buoni cristiani, almeno secondo l’opinione contemporanea di gran parte della popolazione del sud della Francia durante il XII e XIII secolo.
I buoni cristiani dominarono il dibattito e conquistarono il cuore della Linguadoca; ciò che persero fu una crociata genocida e generazionale contro di loro da parte del Papa e dei re.
L’opera è composta da sette sezioni, tutte probabilmente scritte all’inizio del XIII secolo dal cataro Giovanni di Lugio, considerato uno dei teologi più illustri della Compagnia di Gesù.
Possiede una grande sottigliezza nei suoi ragionamenti: confronta e sottopone a un esame approfondito le diverse opinioni ed espone la propria con estrema chiarezza. Un “vero cristiano” che visse nei pressi del lago di Garda (tra Brescia e Verona) intorno al 1240.
Nel XIV secolo, il manoscritto Conv. Soppr. J.II.44, uno dei Codices Cathari inventi più significativi, cadde in mani ortodosse e rimase nelle biblioteche monastiche domenicane fino a quando non fu trasferito in epoca moderna alla Biblioteca Nazionale di Firenze.
L’autore conosceva a fondo la Bibbia Vulgata latina e gli argomenti utilizzati dai polemisti cattolici contro i catari. A riprova dell’erudizione del suo autore, è stato sottolineato che il trattato include citazioni dal diritto romano, un’opera pseudoaristotelica e frasi tratte dagli scritti di Salomone ibn Gabirol, filosofo ebreo andaluso dell’XI secolo.
Giovanni de Lugio, il suo probabile autore, spiega il suo scopo nell’introduzione:
“Poiché molte persone hanno difficoltà a comprendere correttamente la verità, al fine di illuminarle, di stimolare coloro che hanno una comprensione corretta e anche per la gioia della mia anima, mi sono proposto di spiegare la nostra vera fede mediante prove tratte dalle Sacre Scritture e con argomenti eminentemente adeguati, invocando per i miei sforzi l’aiuto del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.
Titoli alternativi: Il Libro dei due principi – Liber de Duobus Principiis – Codices Cathari inventi / Ms. Conv. Soppr. J.II.44.
Ubicazione attuale: Ms. Conv. Soppr. J.II.44 – Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (Firenze, Italia).
Caratteristiche fisiche: Libro manoscritto su pergamena.
− 17,8 × 11,8 cm − 112 pagine.
Origine: ca. 1240 − Lago di Garda (Italia).
Miniatura: 232 iniziali e rubriche.
Genere(i): Religione – Teologia / Trattati / Libri secolari.
Lingua: Latino.
Rilegatura artigianale: Pergamena naturale di pelle di agnello.
Edizione mondiale facsimile integrale di squisita qualità: unica, artigianale, piegata e cucita a mano, rilegata in autentica pergamena invecchiata di pelle naturale di agnello e limitata a 963 esemplari facsimili numerati e autenticati.
Include i fori causati dagli insetti nei fogli e le rotture parziali delle pagine. Utilizza pergamena vegetale come supporto in tutte le sue 112 pagine.
Contiene un trattato neo-manicheo del XII secolo, il Liber de Duobus Principiis (Libro dei due principi) e include il rituale cataro latino, nel mezzo dell’ultimo trattato del libro, dedicato alle persecuzioni.
È composto da sette trattati e dal rituale cataro. Nel 1939, il padre domenicano Antoine Dondaine fece una scoperta eccezionale in un codice conservato nella Biblioteca Nazionale di Firenze: si trattava di un ampio trattato cataro, il Libro dei due Principi (Liber de Duobus Principiis), che includeva anche un frammento di un rituale degli eretici, entrambi redatti in latino.

Fino a quel momento, la religione catara era conosciuta quasi esclusivamente attraverso testimonianze indirette: trattati anti-retorici, cronache, documenti ecclesiastici e atti dell’Inquisizione. Da qui l’enorme importanza del Liber de Duobus Principiis, che è senza dubbio il più importante testo cataro originale tra i pochi sopravvissuti alla distruzione.
Esso riflette le concezioni della Chiesa eretica di Desenzano o degli Albanesi, che si estendeva in una zona compresa approssimativamente tra Bergamo e Verona, a sud del lago di Garda.
In particolare, si possono chiaramente riconoscere le dottrine di Giovanni di Lugio Bergamensis, riassunte dall’inquisitore ed ex cataro Raniero Sacconi nella sua Summa de Catharis et Pauperibus de Lugduno.
Giovanni potrebbe anche esserne l’autore, anche se, considerando che queste dottrine presentano alcune differenze rispetto alle sue idee, è più probabile che il libro sia opera di uno dei suoi discepoli.

San Domenico e gli Albigesi, di Pedro Berruguete
La teologia del Liber de Duobus Principiis si basa su un dualismo radicale, secondo il quale esistono due Principi increati o “principali”: quello del Bene e quello del Male, creatori rispettivamente delle realtà spirituali e delle realtà materiali.
Da ciò deriva una concezione della salvezza che presuppone la liberazione della nostra componente spirituale (spirito e anima) dalla prigionia del corpo fisico.
Il Liber de Duobus Principiis è composto da sette trattati che affrontano i temi delle due creazioni, del libero arbitrio e della persecuzione degli eretici:
Volume di commenti, complementare al facsimile, a cura del prestigioso professore di Filologia Romanica dell’Università di Trento, Francesco Zambon.
Contiene l’essenziale del corpus dei testi catari originali scoperti alcuni decenni fa – Codices Cathari inventi – che permette di accedere alla conoscenza di una religione segreta che in precedenza era conosciuta solo attraverso testimonianze indirette delle cronache e degli scritti dei suoi oppositori cattolici.
Saggio erudito sul Liber de Duobus Principiis, il Rituale Cataro e il Commentario al Padre Nostro, uno dei rari esempi di gnosi esoterica che ci ha lasciato il Medioevo occidentale.
Si conclude con un capitolo indipendente sulla storiografia moderna tra templari e catari, un tema occultistico e speculativo che suscita enorme interesse nel grande pubblico, ampliando l’attrattiva sia per gli studiosi che per gli amanti del mistero che circonda il Santo Graal, l’Arca dell’Alleanza, i catari e i templari.